Questa riorganizzazione dello spettro radio rappresenta la seconda fase di un processo iniziato all'inizio di quest'anno. Come spiega Pere Tuset Peiró, professore di Informatica, Multimedia e Telecomunicazioni presso l'UOC, il processo prevede lo spostamento, se necessario, delle centrali di trasmissione della televisione digitale terrestre (DTT) situate nelle aree comuni degli edifici e la risintonizzazione dei televisori per ricevere i canali sulle nuove bande. Il processo si concluderà nel giugno 2020 con lo spegnimento delle trasmissioni sulle vecchie frequenze. "A partire da quel momento, sarà possibile indire una gara d'appalto per assegnare porzioni di questa banda agli operatori di telecomunicazioni interessati a utilizzarle per fornire servizi 5G", osserva il professor Tuset Peiró, direttore del Master in Industria 4.0 dell'UOC.
Tuttavia, dovremo aspettare ancora un po' prima di poter utilizzare la tecnologia 5G. "Nonostante il clamore mediatico degli ultimi anni, dovuto allo zelo di marketing degli operatori di telefonia mobile, la tecnologia 5G è ancora in fase di standardizzazione e sviluppo. Ciò significa che i progetti pilota annunciati finora utilizzano solo una parte della tecnologia di accesso radio, sfruttando la banda 3,7-3,8 GHz già a disposizione degli operatori. È il caso di Vodafone, che la scorsa estate ha annunciato l'implementazione della sua rete 5G in posizioni strategiche in grandi città come Madrid e Barcellona", spiega il professor Xavier Vilajosana, docente anche presso la Facoltà di Informatica, Multimedia e Telecomunicazioni dell'UOC.
Passo dopo passo.
Il rilascio dello spettro occupato dalla televisione digitale terrestre (DTT) a un'altra banda è solo uno dei passaggi necessari per l'arrivo della tecnologia 5G, che prevede una riprogettazione completa della rete cellulare per soddisfare le esigenze delle nuove applicazioni che non possono essere soddisfatte dall'attuale tecnologia 4G. Ma siamo ancora all'inizio del percorso. "Al momento, stiamo ancora aspettando che il 3GPP (3rd Generation Partnership Project), l'organizzazione internazionale responsabile dello sviluppo degli standard di comunicazione mobile, pubblichi l'ultima versione dello standard, prevista per la metà del prossimo anno. Da quel momento in poi, i produttori dovranno rilasciare apparecchiature di rete e dispositivi mobili compatibili e gli operatori dovranno implementare reti pilota che supportino queste funzionalità e servano a testarne il funzionamento in ambienti reali. Pertanto, non prevediamo di vedere le prime vere reti 5G prima della fine del 2022 o dell'inizio del 2023", afferma Pere Tuset Peiró.
Sarà allora che inizierà la diffusione su larga scala della tecnologia sul mercato, un processo che si protrarrà a seconda della domanda degli utenti e della capacità di investimento dei diversi operatori. A titolo di esempio, il professor Xavier Vilajosana, responsabile del gruppo Wireless Networks (WiNe) presso l'Internet Interdisciplinary Institute (IN3), cita la tecnologia 4G, lanciata alla fine del 2013, che ancora oggi presenta aree prive di copertura a causa della bassa domanda e degli elevati costi di implementazione e manutenzione della rete, che la rendono economicamente non sostenibile.
Internet delle cose:
quando arriverà, la rivoluzione promessa si tradurrà in diversi miglioramenti. Per gli utenti comuni, il cambiamento principale riguarderà la velocità di download dei dati e il numero di dispositivi connessi. Come spiegano i professori dell'UOC, la larghezza di banda aumenterà da 1 Gbps a 20 Gbps, consentendo un maggior numero di utenti connessi con velocità di download di gran lunga superiori ai livelli attuali.
Ma questo non è l'unico vantaggio della tecnologia 5G. La principale differenza rispetto all'attuale tecnologia 4G sarà la capacità di abilitare la comunicazione autonoma tra oggetti, nota come Internet delle cose. "Questo include dispositivi che richiedono comunicazioni massive a bassa capacità, come i sensori installati nelle città intelligenti, o dispositivi che richiedono comunicazioni a bassa latenza e altamente affidabili, come robot autonomi nelle fabbriche o veicoli autonomi nelle città", osserva il professor Pere Tuset Peiró, anche ricercatore del gruppo WiNe presso l'IN3.
Nello specifico, la tecnologia 5G consentirà le seguenti innovazioni:
- eMBB (evolved mobile broadband): consente la trasmissione simultanea di grandi quantità di dati (velocità di picco fino a 20 Gbit/s). Questo tipo di comunicazione è utile per la trasmissione di video ad altissima definizione, nonché quando un gran numero di dispositivi deve essere connesso nella stessa area e trasmette costantemente informazioni.
- URLLC (ultra-reliable and low-latency communications): consente comunicazioni a bassissima latenza (inferiore a 1 millisecondo) e ad altissima affidabilità (disponibilità e affidabilità del 99,999%). Questo tipo di comunicazione permette alla tecnologia 5G di raggiungere livelli di prestazioni che, fino ad ora, potevano essere ottenuti solo con i cavi.
- mMTC (massive machine type communications): consente la connettività per un numero molto elevato di dispositivi connessi simultaneamente. Questo tipo di comunicazione è necessario quando, ad esempio, un gran numero di sensori è concentrato in una specifica area. Sebbene ogni sensore non trasmetta individualmente una grande quantità di informazioni, tutti i sensori insieme possono generare un'elevata richiesta di trasmissione dati.
