Parlare di città intelligenti non è una novità, ormai siamo nel terzo decennio del millennio; le città connesse sono in costante aumento, con sistemi basati su dati e connettività per automatizzare e ottimizzare i processi volti a migliorare la qualità della vita dei cittadini, l'efficienza degli spostamenti, l'efficienza energetica e la sicurezza e il benessere delle persone.
Una smart city è una mappa sovrapposta al paesaggio urbano di strade ed edifici; una dimensione digitale in cui fluiscono dati e informazioni, con obiettivi ben definiti per alimentare un'ampia varietà di applicazioni, che spaziano dai sistemi di generazione di energia e gestione remota dell'illuminazione pubblica ai sistemi di videosorveglianza e alle soluzioni di mobilità sostenibile, per citare solo alcuni degli esempi più comuni. In definitiva, si tratta di un complesso ecosistema di dispositivi e processi interconnessi, al servizio dei cittadini; ma è anche un canale attraverso il quale transita un'enorme quantità di dati, spesso di natura sensibile. Per garantire l'inviolabilità delle informazioni riservate e il corretto funzionamento dei meccanismi nascosti delle smart city, è fondamentale comprendere la natura di queste connessioni e progettare tutti i processi all'interno della città connessa in modo che siano sicuri fin dall'inizio.
La flessibilità della connettività cellulare:
anche in ambienti urbani, la fibra ottica non è sempre l'opzione più praticabile per connettere i dispositivi, e le tecnologie a corto raggio come le reti Wi-Fi o LoRa presentano costi e limitazioni di spettro, oltre alla necessità di un gateway o router per fornire l'accesso a Internet. In questo scenario, la connettività cellulare si rivela un'alternativa estremamente versatile, sia per integrare queste reti locali, fungendo da collegamento tra il cloud o i server client, sia per installare schede M2M direttamente nei dispositivi abilitati alla connessione alle reti mobili, siano esse 4G, 5G, Narrowband, LTE-M, CAT-1 Bis o qualsiasi altra tecnologia di accesso cellulare.
Quando si connettono dispositivi a Internet, indipendentemente dal mezzo, è impossibile ignorare la minaccia sempre presente delle minacce informatiche. Gli amministratori delle città connesse hanno a disposizione un mondo di possibilità pressoché illimitate grazie ai sistemi intelligenti, ma hanno anche una grande responsabilità: garantire la sicurezza e l'integrità di tutti quei dati, che a volte possono essere critici per il corretto funzionamento delle infrastrutture cittadine e che possono contenere informazioni riservate.
Protezione delle comunicazioni e dei dati fin dalla fase di progettazione con un approccio a 360 gradi:
la sicurezza informatica è un aspetto fondamentale quando si parla di città intelligenti, eppure spesso viene sottovalutata. La sicurezza dovrebbe essere intrinseca ai sistemi implementati, non un ripensamento successivo. La progettazione delle città intelligenti deve considerare fin dall'inizio come i diversi dispositivi e sistemi si connetteranno e identificare le potenziali minacce alla sicurezza informatica. Ciò si ottiene applicando un approccio di sicurezza informatica a 360 gradi al processo di progettazione (che può essere estrapolato dalle città intelligenti a qualsiasi altro ecosistema IoT). Questo approccio fornisce agli amministratori gli strumenti per difendersi dagli attacchi, rilevare i rischi e reagire rapidamente.
Maggiore è il numero di dispositivi connessi, maggiore è la superficie di attacco e più complessa diventa la difesa. Per la connettività cellulare, è consigliabile sfruttare l' approccio IoT SAFE, uno standard approvato dalla GSMA basato sull'autenticazione e l'autorizzazione SIM per i dispositivi su una rete mobile. Questo standard pone anche l'accento sulla manutenzione e sull'aggiornamento dei certificati. È inoltre fondamentale prestare attenzione alla ridondanza per rendere i sistemi resilienti a potenziali interruzioni. È importante sottolineare che quelle che fino a poco tempo fa erano raccomandazioni stanno diventando prassi standard; nell'Unione Europea, ciò è regolamentato dal Cyber Resilience Act dell'UE.
Altrettanto importante quanto la protezione proattiva di dispositivi e comunicazioni è disporre di processi che consentano il rapido rilevamento di potenziali incidenti o attacchi. Il monitoraggio costante dei dispositivi, insieme all'utilizzo di analisi basate sui dati, permette di impostare avvisi per comportamenti potenzialmente anomali o sospetti.
Poiché nessuna precauzione è mai troppa e nuove minacce informatiche emergono costantemente, è fondamentale essere preparati e disporre di procedure interne ben collaudate (ovvero, avere gli strumenti necessari e personale adeguatamente formato) per reagire rapidamente a qualsiasi potenziale violazione della sicurezza, mettendo in quarantena i dispositivi interessati, segnalando le potenziali vulnerabilità e adottando le necessarie misure correttive.
Una strategia di cybersecurity IoT a 360 gradi deve considerare questi tre pilastri (difesa, rilevamento e reazione) per dotare un sistema IoT complesso, come quello di una smart city, degli strumenti appropriati per proteggere le informazioni critiche che transitano attraverso le sue reti invisibili. Noi di Wireless Logic abbiamo sviluppato un framework di sicurezza informatica per l'IoT per aiutare i nostri clienti a proteggere i loro sistemi fin dalle prime fasi del progetto.
Autore: Beni Álvarez, Dipartimento Tecnico Wireless Logic
Le città intelligenti sono destinate a rimanere, poiché i loro sistemi interconnessi offrono numerosi vantaggi in termini di efficienza, sicurezza e qualità della vita. Ma tutti questi vantaggi comportano dei rischi: enormi volumi di dati, comprese informazioni sensibili e riservate, transitano attraverso le autostrade informatiche delle città intelligenti, e questi dati devono essere protetti a tutti i costi dalle minacce informatiche. Come possono i fornitori di servizi IoT e le città proteggere i propri dispositivi e le proprie comunicazioni?
