Questo incremento di 10 punti percentuali rappresenta una crescita relativa di circa il 37% nel numero di organizzazioni che hanno completato il processo. Inoltre, un ulteriore 45% dei partecipanti dichiara di essere nella fase di implementazione, portando all'82% la percentuale di aziende che hanno già adottato o stanno progredendo verso un modello NetSecOps.
Lo studio, giunto ormai alla sua diciottesima edizione, è stato condotto da Omdia attraverso un sondaggio che ha coinvolto 750 professionisti di reti e sicurezza provenienti da sette paesi: Brasile, Canada, Francia, Germania, Messico, Regno Unito e Stati Uniti.
La convergenza NetSecOps sta guadagnando terreno tra le aziende.
L'integrazione delle operazioni di rete (NetOps) e della sicurezza (SecOps) mira a migliorare il coordinamento tra i team responsabili della gestione, del monitoraggio e della protezione delle infrastrutture tecnologiche. I risultati di VIAVI mostrano che questa convergenza sta prendendo piede tra organizzazioni di diverse dimensioni e settori. Mentre il 37% ha già completato la transizione, il 45% è ancora in fase di realizzazione.
Ciò significa che poco più di quattro aziende su cinque tra quelle intervistate hanno avviato o completato il processo di convergenza. Lo studio indica inoltre che circa un quinto delle organizzazioni non dispone ancora di una strategia definita in questo ambito.
Chris Labac, vicepresidente e direttore generale di Network Performance and Threat Solutions presso VIAVI, osserva che i risultati sono in linea con l'esperienza dei clienti dell'azienda. Secondo Labac, combinare un modello organizzativo NetSecOps con piattaforme integrate di monitoraggio e sicurezza di rete è un fattore chiave per le aziende.
Il 44% evidenzia miglioramenti in termini di sicurezza dopo aver completato l'integrazione.
Tra le organizzazioni che hanno già completato la convergenza delle proprie operazioni, il 44% identifica il miglioramento della sicurezza come uno dei principali vantaggi.
Il rapporto evidenzia anche i progressi relativi al rilevamento e all'analisi degli incidenti. Nello specifico, il 30% delle aziende che hanno completato la transizione segnala una riduzione del tempo necessario per individuare i problemi. Il 22% riporta invece una diminuzione del numero di incidenti segnalati, mentre un altro 22% indica una riduzione del tempo impiegato per indagarli. Questi risultati riflettono i vantaggi che le organizzazioni partecipanti attribuiscono all'implementazione di un modello operativo convergente.
Le aziende che utilizzano NetSecOps segnalano miglioramenti significativi nei tempi di rilevamento.
Lo studio analizza anche l'impatto della convergenza sul tempo medio di rilevamento (MTTD). Secondo i dati raccolti, le organizzazioni che hanno implementato una strategia NetSecOps hanno una probabilità 2,7 volte maggiore di segnalare un miglioramento significativo dell'MTTD.
Il 35% delle aziende che hanno implementato NetSecOps segnala progressi significativi in questo indicatore, rispetto al 13% delle organizzazioni che non dispongono di tale strategia.
Jim Frey, analista di rete senior presso l'Enterprise Strategy Group, parte di Informa Tech Target, sottolinea la necessità che i team NetOps e SecOps condividano la visibilità sull'infrastruttura. Collega questa esigenza all'ampliamento della superficie di attacco delle organizzazioni e all'emergere di minacce sempre più sofisticate, comprese quelle che utilizzano l'intelligenza artificiale.
I test pre-implementazione assumono sempre maggiore importanza.
Oltre alla convergenza organizzativa, il report identifica i test strutturati come un'ulteriore strategia per migliorare le prestazioni e la sicurezza della rete. La pratica più comune, menzionata da oltre la metà degli intervistati, prevede la convalida delle nuove tecnologie prima dell'implementazione. Tra le tecnologie sottoposte a questo tipo di test figurano la crittografia post-quantistica (PQC), la sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale, le architetture SASE e le reti cloud.
Tra i partecipanti che hanno condotto i test, il 52% ha riferito di aver riscontrato un minor numero di interruzioni e disservizi. Inoltre, il 44% ha segnalato una riduzione del numero o della gravità degli incidenti di sicurezza. Un ulteriore 42% ha notato miglioramenti nelle prestazioni o nella latenza delle applicazioni.
Queste percentuali corrispondono ai risultati riportati dalle organizzazioni intervistate che svolgono attività di test.
Intelligenza artificiale e pianificazione della capacità per ottimizzare le reti:
lo studio VIAVI esamina anche come le organizzazioni stiano cercando di ridurre l'impatto che le misure di sicurezza possono avere sulle prestazioni della rete. I risultati mostrano che le aziende utilizzano diverse strategie simultaneamente. Il 65% degli intervistati afferma di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale e apprendimento automatico (ML) per ottimizzare sia la sicurezza che le prestazioni. La stessa percentuale, il 65%, esegue attività di pianificazione della capacità per evitare che i controlli di sicurezza gravino eccessivamente sull'infrastruttura. Inoltre, il 58% testa i controlli di rete e di sicurezza prima dell'implementazione. Un altro 58% utilizza processi continui di test e ottimizzazione per i meccanismi di sicurezza al fine di minimizzarne gli effetti sulle prestazioni.
Queste pratiche mirano a trovare un equilibrio tra la protezione dei sistemi e la disponibilità e il funzionamento delle applicazioni aziendali.
Uno studio sulle priorità di rete e sicurezza aziendale:
l'edizione 2027 di State of the Network analizza le priorità, le pratiche e i risultati relativi alle prestazioni e alla sicurezza delle reti aziendali. La ricerca di Omdia coinvolge professionisti con diversi livelli di responsabilità, dai ruoli dirigenziali a quelli manageriali, in organizzazioni di diverse dimensioni e settori. I risultati mostrano una maggiore adozione di modelli NetSecOps, accompagnata dall'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, pianificazione della capacità e test di validazione.
Nel complesso, i dati indicano una crescente integrazione tra le attività di monitoraggio della rete e quelle di sicurezza informatica, sebbene esista ancora un gruppo di organizzazioni che non ha definito una strategia di convergenza
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