I risultati dello studio sono rivelatori e mostrano che il settore ICT ha raggiunto livelli di piena occupazione, con il 94% degli intervistati che risulta occupato. Inoltre, rappresenta una significativa opportunità di lavoro per gruppi come i giovani, che, secondo i dati forniti, costituiscono il 93,3% della popolazione occupata.
In quest'ottica, lo studio definisce il settore dell'Information Technology come una "fonte di occupazione", una situazione che contrasta nettamente con il tasso di disoccupazione giovanile, che in Spagna supera il 51%. Juan Pablo Peñarrubia, presidente del Consiglio generale delle associazioni professionali di ingegneria informatica (CCII), ha sottolineato che "per il 2020, in tutti gli Stati membri dell'UE, si prevede la creazione di circa 500.000 posti di lavoro a livello mondiale nell'economia digitale".
Un altro dato fondamentale emerso dallo studio è il tasso di occupazione quasi paritario tra uomini (94,2%) e donne (93,5%). Ciò suggerisce un indice di parità molto elevato nel settore, che rappresenta una significativa opportunità professionale per le donne. A tal proposito, la Commissione europea ha avviato iniziative volte ad aumentare il numero di donne nell'ingegneria, un settore storicamente caratterizzato da una forte predominanza maschile. Lo studio presentato stamattina dalla CCII evidenzia la necessità, in Spagna, di promuovere iniziative specificamente rivolte alle donne.
Straordinarie opportunità di impiego.
Lo studio conclude quindi che esistono straordinarie opportunità per lo sviluppo di politiche pubbliche e iniziative settoriali, sia in ambito formativo che imprenditoriale, al fine di capitalizzare su questo scenario a breve e lungo termine. Le professioni ICT nel loro complesso hanno un enorme potenziale per la Spagna a tutti i livelli di qualificazione e specializzazione: dagli ingegneri informatici attualmente formati nelle nostre università con la laurea magistrale ufficiale in Ingegneria Informatica, ai diplomati della formazione professionale, o anche a coloro che hanno una formazione non formale in attività complementari specifiche legate alle tecnologie dell'informazione, rispondendo alle molteplici e variabili esigenze del mercato del lavoro di quella che è stata definita "economia digitale".
Lo studio, elaborato dalle Associazioni professionali di ingegneria informatica (CCII), si propone di "riflettere la situazione occupazionale dei professionisti ICT e fornire un'analisi dettagliata della situazione attuale, in modo da poter contribuire a un migliore processo decisionale a livello professionale, settoriale e governativo, al fine di sfruttare le straordinarie opportunità che l'informatica offre all'economia e alla società".
