Lo studio dimostra che un numero crescente di utenti acquista e collega dispositivi non autorizzati al di fuori degli ambienti IT. Evidenzia inoltre che i livelli di minaccia sono in aumento e che gli aggressori stanno diventando sempre più abili nell'eludere le difese e nell'indurre gli utenti ad avviare attacchi tramite phishing.

Il rapporto combina i dati di un sondaggio online globale condotto da YouGov su 8.443 lavoratori che hanno iniziato a lavorare da casa durante la pandemia e un sondaggio globale condotto da Toluna su 1.100 responsabili IT. Tra i risultati principali:
• Il termine "shadow IT" si riferisce all'hardware o al software all'interno di un'azienda che non ha ricevuto l'approvazione del reparto IT. Questo fenomeno sta crescendo poiché le persone acquistano e collegano dispositivi senza sufficienti conoscenze tecniche. Il 45% dei lavoratori intervistati ha acquistato apparecchiature informatiche (come stampanti e computer) per supportare il proprio lavoro da casa nell'ultimo anno. Tuttavia, il 68% ha affermato che la sicurezza non è stata un fattore significativo nella decisione di acquisto, mentre il 43% non ha fatto esaminare o installare il nuovo laptop o PC dal reparto IT e il 50% ha detto lo stesso per la nuova stampante.

• Il phishing sta diventando sempre più efficace: il 74% dei team IT ha riscontrato un aumento del numero di dipendenti che aprono link o allegati di phishing dannosi nelle e-mail negli ultimi 12 mesi. Il 40% dei lavoratori intervistati di età compresa tra 18 e 24 anni ha cliccato su un'e-mail dannosa nell'ultimo anno, e quasi la metà (49%) ha dichiarato di farlo più frequentemente da quando lavora da casa. Di questi lavoratori che hanno cliccato o quasi cliccato, il 70% non lo ha segnalato al reparto IT: il 24% non lo ha ritenuto importante, il 20% ha citato il "fattore fastidio" e il 12% temeva ritorsioni.

• L'aumento dei dispositivi compromessi sta alimentando la crescita dei tassi di riparazione: il 79% dei team IT segnala che questi tassi sono aumentati durante la pandemia e sono direttamente correlati al numero di dispositivi di accesso che devono essere formattati e riconfigurati perché sono stati attaccati, il che implica che un numero maggiore di hacker riesce a violare le difese esterne. La cifra reale potrebbe essere ancora più alta: l'80% dei team IT teme che i dispositivi dei dipendenti possano essere compromessi a loro insaputa.

La crescente ingovernabilità del supporto alla sicurezza IT:
con l'aumento delle minacce, per i team IT sta diventando sempre più difficile fornire supporto alla sicurezza. Il 77% dei team IT ha segnalato un aumento dei tempi di classificazione delle minacce nell'ultimo anno, mentre si stima che il 62% degli avvisi relativi ai dispositivi di accesso siano falsi positivi, con conseguente spreco di tempo. Con i team IT impegnati nella gestione degli avvisi, risulta più difficile l'inserimento dei nuovi dipendenti e l'identificazione delle minacce:
• Il 65% dei team IT segnala che l'applicazione delle patch ai dispositivi richiede più tempo ed è più complessa a causa del massiccio passaggio al lavoro da casa, mentre il 64% segnala lo stesso problema per quanto riguarda la fornitura e l'inserimento di nuovi dipendenti con dispositivi sicuri.
• Di conseguenza, i team IT stimano che il costo del supporto IT relativo alla sicurezza sia aumentato del 52% negli ultimi 12 mesi.
• L'83% dei team IT afferma che la pandemia ha aumentato ulteriormente la pressione sul supporto IT a causa dei problemi di sicurezza per chi lavora da casa, mentre il 77% dei team IT dichiara che il lavoro ibrido ha reso le proprie attività molto più difficili e teme che i team possano andare incontro al burnout e prendere in considerazione l'idea di licenziarsi.