Secondo il rapporto, i cinque settori che genereranno il maggior volume d'affari saranno: l'edilizia (edifici intelligenti), con 213 miliardi di euro, seguito dall'automotive (175 miliardi di euro), dai servizi di pubblica utilità, con 44 miliardi di euro, dalle Smart Cities (21 miliardi di euro) e dall'industria, con 17 miliardi di euro.

Lo stesso rapporto, che raccoglie studi sull'IoT di analisti come Pike Research e aziende come Bosch, indica che il concetto di Smart Cities attrarrà investimenti da diversi settori, come edifici intelligenti, automobili e fornitori di energia. Secondo il rapporto, dal 2010 al 2020, lo sviluppo di queste tipologie di città, o di progetti basati sull'IoT al loro interno, genererà un volume di investimenti pari a 87 miliardi di euro.

piattaforma-IoT-SMACT-wLe città del futuro:
VINT, l'Istituto per l'innovazione di Sogeti, ha incentrato il suo ultimo report sull'IoT proprio sulle città del futuro. Il report analizza come questo concetto stia prendendo piede e la sua rapida evoluzione, basandosi su cinque concetti fondamentali, guidati dalla tecnologia, raggruppati sotto l'acronimo SMACT (Social, Mobile, Analytics, Cloud e Things).

Secondo il rapporto, la rapida evoluzione delle città intelligenti è determinata dal fatto che, mentre attualmente metà della popolazione mondiale vive in città, questa percentuale raggiungerà il 75% entro il 2050. Inoltre, le città generano attualmente l'80% delle emissioni di CO2 e il 75% del consumo energetico, e producono anche l'80% della ricchezza economica globale.  

Tutto ciò significa che le città intelligenti sono al centro dell'attenzione di governi e industria, e la loro evoluzione dipenderà dal dibattito in corso sui diversi modelli di approccio al concetto, che Sogeti classifica in tre categorie: City in a Box (città progettate su misura i cui piani includono tutte le infrastrutture necessarie), Sensitive City (basata sull'utilizzo di sensori che raccolgono i comportamenti e le abitudini degli abitanti) e City as a Platform (un insieme di applicazioni e tecnologie che raccolgono i dati e li applicano alle infrastrutture).

Indipendentemente dal modello di approccio, il rapporto individua undici aree chiave all'interno delle città per l'implementazione dell'IoT: sanità, alimentazione, traffico, logistica, amministrazione, reti, vendita al dettaglio, catene di approvvigionamento, contatori intelligenti, turismo e e-government.

Attualmente, secondo il rapporto Sogeti, esistono già progetti che rispecchiano i tre concetti che aiutano a comprenderli. Ad esempio, Masdar City è un esempio di "città in una scatola". Progettato dall'architetto britannico Norman Foster, questo centro urbano è in costruzione nell'Emirato di Abu Dhabi. Si tratta di una città di 5 chilometri quadrati destinata a ospitare 40.000 abitanti, coinvolgere 1.500 aziende e il cui completamento è previsto tra il 2020 e il 2025.

Hub IoT-wD'altro canto, a New York esiste un progetto chiamato HubCab che esemplifica il concetto di "Città Intelligenti". In questo progetto, 13.500 taxi sono dotati di tecnologia per raccogliere dati da oltre 170 milioni di viaggi effettuati annualmente dai residenti della città e utilizzare queste informazioni per prendere decisioni più intelligenti. Il set di dati include coordinate GPS e orari di punta, nonché percorsi, destinazioni e aree più frequentate. I dati dimostrano che, senza compromettere il comfort dei passeggeri, il 40% dei taxi potrebbe essere condiviso, con una conseguente riduzione di CO2 di 423 grammi per chilometro percorso.

 

 

Piattaforma IoT-City-wInfine, la "Città come Piattaforma" è il concetto in cui convergono il mondo digitale e quello fisico. I dati raccolti tramite sensori sul comportamento umano vengono trasferiti al mondo fisico, alle infrastrutture, per migliorarne il funzionamento. Ad esempio, utilizzando sensori e analisi dei dati comportamentali, insieme alle informazioni sulle infrastrutture, le auto possono muoversi autonomamente in città, senza problemi. Sensori, analisi dei big data e app contribuiranno ad adattare gli elementi fisici della città ai flussi di traffico.

Secondo lo studio, se il 90% di tutti gli americani viaggiasse in auto a guida autonoma, si eviterebbero 4,2 milioni di incidenti, si salverebbero 21.900 vite e si risparmierebbero 450 miliardi di dollari.

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