Sta già accadendo in alcuni luoghi. Dublino, in Irlanda, e Singapore hanno adottato misure per controllare il consumo energetico dei data center, e l'enorme consumo idrico di questi centri probabilmente porterà a revisioni simili, soprattutto nelle aree soggette a siccità. Secondo il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, l'efficienza idrica (WUE) di un data center medio che utilizza il raffreddamento evaporativo è di 1,8 litri per kWh. Questo tipo di data center può consumare tra 11 e 19 milioni di litri d'acqua al giorno, una quantità paragonabile al fabbisogno idrico di una città di 30.000-50.000 abitanti. Il settore continuerà ad adottare misure di autoregolamentazione e moderazione dei consumi, come la crescente preferenza per progetti termici ecocompatibili, sebbene la supervisione normativa sia destinata ad aumentare nel 2023.
Hyperscaler:
Secondo un recente sondaggio di Omdia, il 99% degli operatori di data center aziendali afferma che i data center modulari e prefabbricati faranno parte della loro strategia futura in questo ambito. Non si tratta solo di una tendenza, ma della nuova normalità. Gli esperti di Vertiv prevedono che questo cambiamento continuerà tra gli hyperscaler fino al 2023, alla ricerca della velocità e dell'efficienza offerte dalla standardizzazione.
Si tratta di un concetto innovativo per i principali fornitori di servizi cloud a livello globale, che si stanno rivolgendo ai fornitori di servizi di colocation, da anni impegnati nella standardizzazione, per concretizzarlo. Nello specifico, questi fornitori di servizi cloud esternalizzano le nuove implementazioni a Colos per sfruttarne l'esperienza di mercato, la comprovata ripetibilità e la velocità di implementazione. La standardizzazione, che comprende ogni aspetto, dai componenti modulari come moduli di alimentazione/raffreddamento e skid fino alle installazioni prefabbricate complete, diventerà presto l'approccio predefinito non solo per le aziende, ma anche per l'hyperscale computing e l'edge computing.
I generatori diesel si trovano ad affrontare una vera concorrenza.
Il generatore diesel è da tempo una componente imperfetta ma inevitabile dell'ecosistema dei data center. Rappresenta energia immagazzinata che rimane in gran parte inutilizzata, pur richiedendo manutenzione o rifornimento dopo lunghi periodi di inattività. E quando vengono messi in funzione, i generatori producono emissioni di carbonio che gli operatori cercano disperatamente di evitare. Alcune organizzazioni stanno già passando alle batterie per supportare i carichi per periodi più lunghi – fino a cinque minuti in alcuni casi – e stanno persino progettando i propri data center con una capacità minima di generatori.
Si tratta di fasi transitorie volte a minimizzare il ruolo del generatore, mentre l'industria esplora altre opzioni, incluse nuove tecnologie per le batterie, per raggiungere autonomie operative più estese. Gli esperti di Vertiv prevedono che nel 2023 emergerà un'alternativa preferibile: le celle a combustibile a idrogeno. Queste celle a combustibile inizialmente funzioneranno come generatori, fornendo un supporto di ricarica momentaneo, per poi promettere un funzionamento prolungato o addirittura continuo.
Densità più elevate cambiano le strategie termiche:
dopo anni di densità di rack relativamente statiche, gli operatori di data center richiedono sempre più spesso rack ad alta densità. Secondo il Global Data Center Survey 2022 dell'Uptime Institute, oltre un terzo degli operatori di data center afferma che la densità dei propri rack è aumentata rapidamente negli ultimi tre anni. Ciò è particolarmente vero per i data center di grandi dimensioni e hyperscale, dove quasi la metà di coloro che gestiscono strutture da 10 MW o superiori ha dichiarato di avere rack superiori a 20 kW e il 20% ha dichiarato di utilizzare rack superiori a 40 kW.
Ciò è coerente con la maturità delle tecnologie per server a raffreddamento a liquido e con la loro crescente accettazione e adozione. L'aumento del consumo energetico dei server, menzionato in precedenza, si verifica a fronte della crescente necessità di incrementare rapidamente la capacità, rappresentando una sfida per gli operatori di tutto il mondo. Questo non lascia loro altra scelta se non quella di esplorare i limiti delle infrastrutture esistenti, aggiungendo capacità di calcolo in spazi ristretti, aumentando la densità dei rack e creando profili termici che richiedono il raffreddamento a liquido. Sebbene il raffreddamento a liquido non sia una tecnologia nuova, la prima ondata di implementazioni di successo, efficienti e senza problemi in ambienti ad alta densità ha fornito una prova di fattibilità che guiderà l'adozione nel prossimo anno. L'integrazione del raffreddamento diretto al chip nei nuovi standard OCP e Open19 non farà che accelerare questa tendenza.
Nel 2023, il settore gestirà i consumi e l'impronta di carbonio, orientando le tendenze verso la regolamentazione, la standardizzazione e la ricerca di metodi alternativi di generazione di energia. I data center si trovano ad affrontare un numero crescente di normative.
