Tuttavia, i dati devono prima raggiungere il livello in cui possono essere raccolti, trasportati e infine elaborati o archiviati. Sebbene sia possibile accedere e controllare risorse hardware come sensori, attuatori o sistemi embedded tramite l'eAPI per hardware embedded attraverso un'interfaccia definita, fino ad ora tutte le comunicazioni I/O hardware dovevano essere eseguite manualmente per ogni connessione edge e cloud. Quando si sostituisce l'hardware, si effettua un aggiornamento o si cambia produttore, molte, se non tutte, le personalizzazioni devono essere eseguite da zero, potenzialmente per tutti i livelli interessati, fino all'applicazione finale. È proprio qui che entra in gioco l'UIC: l'integrazione dei componenti è semplificata grazie ai tre livelli di astrazione, che consentono la partizione di molti aspetti del calcolo IoT. Lo standard di interfaccia UIC distingue tra configurazione del dispositivo (identificazione hardware, assegnazione del dispositivo, mappatura valore-informazione), comunicazione con sensori e attuatori (controller hardware) e comunicazione tra dispositivi (trasferimento ed elaborazione dati). Con oltre 450 offerte di servizi cloud e un numero ancora maggiore di possibili configurazioni hardware, offre un approccio molto aperto, efficiente e pratico alle soluzioni Internet of Things attuali e future.
Nello specifico, l'architettura Universal IoT Connector (UIC) si compone di tre interfacce: in primo luogo, l'interfaccia Embedded Controller Module (EDM), che controlla le periferiche hardware connesse tramite controller e fornisce informazioni locali relative a sensori, attuatori o altre funzionalità. Il secondo blocco funzionale è l'interfaccia di configurazione del progetto, che fornisce un meccanismo di configurazione per i sistemi embedded. Regola quali periferiche verranno controllate, come i dati grezzi vengono aggiunti ai set di informazioni e in quale momento i dati verranno trasmessi al server. Infine, l'interfaccia Communication Agent è responsabile del trasferimento delle informazioni all'unità di comunicazione, ad esempio un server (cloud), inclusi l'invio e la ricezione di set di dati o eventi. Ciò che distingue UIC in questo campo è il suo approccio aperto alla connettività del server (Cloud/Fog/M2M) e alla relativa infrastruttura, nonché all'hardware e ai fornitori sottostanti, almeno finché EDM è supportato, e, non da ultimo, al livello di comunicazione. A seconda della configurazione, questo permette la connessione ad Amazon Web Services (AWS) tramite un modulo Qseven e MQTT, nonché la connessione a Microsoft Azure Cloud tramite XRCE utilizzando un modulo COM Express. Grazie alla sua astrazione, il middleware snello apre la strada a un approccio particolarmente flessibile. L'approccio aperto e multipiattaforma unifica l'accesso a più componenti hardware di diversi fornitori, come ADLINK, Congatec, Kontron, Portwell o Seco, utilizzando un numero crescente di piattaforme cloud supportate, tra cui AWS, People System Things (PST) di M2MGO, SAP HANA o Microsoft Azure Cloud, e impiegando un'ampia gamma di protocolli (MQTT, XRCE, OPC/UA, ecc.). Inoltre, UIC funziona su Windows Embedded e Embedded Linux.
Lo standard UIC di SGeT offre un approccio pratico e aperto alle soluzioni IoT e alle applicazioni Industria 4.0 in uno dei mercati in più rapida crescita, stimato a 250 miliardi di euro entro il 2020, sfruttando le strutture esistenti e massimizzando le sinergie. La struttura multilivello favorisce lo sviluppo continuo, mentre l'approccio modulare garantisce un equilibrio tra astrazione e facilità d'uso.
