L'evoluzione tecnologica della televisione digitale terrestre (DTT) spagnola entra in una nuova fase questo autunno. La Risoluzione del 23 luglio 2026 della Segreteria di Stato per le Telecomunicazioni e le Infrastrutture Digitali, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dello Stato (BOE) il 31 luglio, stabilisce il calendario di attuazione della prima fase prevista dal nuovo Piano Tecnico Nazionale per la DTT.

La data chiave sarà il 5 novembre 2026. Nelle prime ore del mattino e, in ogni caso, prima delle 08:00 (ora peninsulare), il multiplex statale RGE2 dovrà operare utilizzando il DVB-T2 e trasmettere i suoi servizi televisivi in ​​UHD.

Non si tratta semplicemente di aggiungere canali 4K. Il cambiamento introduce simultaneamente due elementi tecnologici cruciali per il futuro della televisione terrestre spagnola:

DVB-T → DVB-T2 in trasmissione

Conversione da H.264/AVC a H.265/HEVC per le emissioni UHD

La combinazione di entrambe le tecnologie consente un utilizzo molto più efficiente dello spettro radio disponibile e costituisce la base tecnica su cui si svilupperà successivamente il resto del digitale terrestre.

Che cos'è esattamente RGE2?

La televisione digitale terrestre spagnola viene distribuita tramite diversi multiplex o multiplex digitali. Ciascuno di essi occupa un canale radio e trasmette simultaneamente diversi servizi televisivi.

Il Piano Tecnico Nazionale comprende sette multiplex digitali statali: RGE1, RGE2, MPE1, MPE2, MPE3, MPE4 e MPE5, oltre ai corrispondenti multiplex regionali.

RGE2 è stata scelta come piattaforma di partenza per la migrazione tecnologica perché consente una prima implementazione controllata del DVB-T2 prima di estendere questo sistema al resto della rete DTT.

RTVE è responsabile della gestione tecnica di RGE2. Durante questa prima fase, le sue capacità saranno distribuite come segue:

| Operatore | Capacità RGE2 | Utilizzo |
| ------------------------- | -----------------: | --------------------- |
| RTVE | 50% | Trasmissioni UHD |
| Atresmedia | 25% | Trasmissioni UHD |
| Mediaset España | 25% | Trasmissioni UHD |

I tre operatori utilizzeranno questa capacità per trasmettere contenuti UHD simultaneamente e in contemporanea con i corrispondenti contenuti HD.

In pratica, RGE2 diventa quindi il **primo multiplex statale concepito come punta di diamante della nuova generazione tecnologica del digitale terrestre spagnolo**.

Perché DVB-T2?

Il DVB-T2 è l'evoluzione del DVB-T, il sistema che ha supportato la televisione digitale terrestre spagnola per anni.

Il vantaggio fondamentale non risiede solo nel raggiungimento di un'immagine a risoluzione più elevata. Il DVB-T2 consente un aumento significativo dell'efficienza spettrale, il che significa che è possibile trasmettere più informazioni utilizzando una risorsa limitata: la larghezza di banda radio.

Il Piano Tecnico Nazionale stabilisce che un multiplex operante con DVB-T può integrare quattro canali HD, mentre un multiplex DVB-T2 può avere una capacità fino a quattro canali UHD.

Questo vantaggio è essenziale perché un segnale UHD deve trasportare molte più informazioni rispetto a un segnale HD.

La transizione si basa quindi su due miglioramenti complementari:

Il DVB-T2 migliora l'efficienza della trasmissione radio.

HEVC migliora l'efficienza della compressione video.

La combinazione di entrambi consente l'introduzione dell'UHD senza un aumento proporzionale dei requisiti di spettro.

HEVC/H.265: l'altro componente essenziale

DVB-T2 e HEVC svolgono funzioni diverse e non vanno confusi.

DVB-T2 è il sistema di trasmissione del segnale a radiofrequenza, mentre HEVC/H.265 è il sistema utilizzato per comprimere il video.

Il Regio Decreto 250/2025 stabilisce una risoluzione verticale di 2160 linee attive o superiore per le trasmissioni UHD, con un rapporto d'aspetto di 16:9, e prevede che la codifica video debba essere conforme allo standard H.265/HEVC. Il segnale può inoltre incorporare tecnologie quali l'HDR (High Dynamic Range), l'estensione della gamma cromatica e l'elevata frequenza dei fotogrammi.

Pertanto, il fatto che un televisore abbia un pannello 4K non garantisce di per sé che sia in grado di ricevere queste trasmissioni.

Il ricevitore deve essere compatibile con:

DVB-T2 + HEVC/H.265 + risoluzione UHD.

Questo aspetto sarà particolarmente importante per i televisori 4K di prima generazione, poiché potrebbero esistere dispositivi in ​​grado di riprodurre contenuti UHD tramite HDMI o applicazioni di streaming, ma che non integrano un sintonizzatore DVB-T2 adatto al nuovo digitale terrestre.

Calendario: date chiave per la migrazione

La transizione non inizia direttamente il 5 novembre. La risoluzione stabilisce diverse azioni interconnesse.

31 luglio 2026 — pubblicazione ufficiale

La Gazzetta Ufficiale dello Stato (BOE) pubblica la Risoluzione del 23 luglio 2026, che stabilisce in via definitiva le date e le condizioni della prima fase.

Da questo momento in poi, la tempistica per la modifica è legalmente stabilita.

5 ottobre 2026 — iniziano le campagne informative

Gli operatori interessati devono sviluppare **campagne informative e attività di divulgazione** sui cambiamenti che avverranno nella distribuzione dei canali.

Nel caso di servizi destinati al canale RGE2, le campagne devono anche informare espressamente dell'inizio delle trasmissioni UHD.

Per utenti, gestori di immobili e installatori, questo sarà il momento di prestare particolare attenzione agli avvisi che compaiono sullo schermo.

3 novembre 2026 — Riorganizzazione di RGE1

Nelle prime ore del mattino del 3 novembre, prima delle 08:00, RTVE avvierà le operazioni di RGE1 con la capacità temporanea di integrare cinque canali HD.

Questa operazione rientra nella riorganizzazione necessaria per il rilascio e la preparazione della configurazione finale dell'RGE2.

5 novembre 2026 — inizia l'era DVB-T2 sulla RGE2

Questa è la data cruciale.

Nelle prime ore del 5 novembre, e comunque prima delle 08:00 ora peninsulare, RTVE, Atresmedia e Mediaset inizieranno a utilizzare rispettivamente il 50%, il 25% e il 25% della RGE2 per trasmissioni UHD simultanee con i loro contenuti HD.

Quel giorno stesso, verranno effettuati spostamenti anche nell'ambito di numerose altre iniziative a livello statale.

Atresmedia integrerà temporaneamente cinque canali HD in MPE2, e Mediaset farà lo stesso in MPE3. Entrambi gli operatori libereranno la capacità che avevano riservato in MPE5.

Radio Blanca inizierà le sue trasmissioni in HD sulla capacità assegnata in MPE5 e cesserà le trasmissioni su RGE2.

Anche Integrated Television Entertainment Services inizierà le sue trasmissioni in HD, utilizzando la capacità assegnata a MPE5.

Pertanto, il 5 novembre non deve essere interpretato unicamente come l'attivazione di alcuni servizi UHD: si tratta di una riorganizzazione coordinata di diversi multiplex nazionali.

Sarà necessario risintonizzare la televisione?

Il riordino potrebbe richiedere una risintonizzazione dei canali affinché il ricevitore aggiorni correttamente i servizi disponibili.

La delibera stessa stabilisce che la CNMC può riutilizzare, ove tecnicamente possibile, alcuni identificativi di servizio esistenti al fine di ridurre al minimo l'impatto sugli utenti fino a quando non riattiveranno il servizio.

Di conseguenza, dopo la modifica, si consiglia di effettuare una ricerca automatica dei canali o una risintonizzazione qualora i servizi risultino mancanti, duplicati o localizzati in modo errato.

Sarà necessario modificare le antenne della comunità?

In questo contesto, è importante distinguere tra una variazione di frequenza e una variazione della tecnologia di trasmissione.

Il passaggio al DVB-T2 non implica automaticamente che un'antenna UHF non sarà più valida. La televisione digitale terrestre (DTT) continuerà a utilizzare la banda da 470 a 694 MHz, corrispondente ai canali radio da 21 a 48.

Tuttavia, gli impianti collettivi devono essere in grado di distribuire correttamente i segnali corrispondenti e le apparecchiature della centrale devono essere compatibili con la configurazione utilizzata.

Pertanto, nei condomini dotati di centrali programmabili, moduli headend, impianti obsoleti o problemi di ricezione, è consigliabile far controllare l'impianto da un tecnico specializzato in telecomunicazioni.

La modifica che subisce il ricevitore è più profonda: per visualizzare le trasmissioni UHD dell'RGE2, sarà necessario un sintonizzatore DVB-T2 e la decodifica HEVC.

Attenzione: DVB-T2 non significa lo spegnimento immediato di tutti i DTT attualmente in uso

Uno degli aspetti che potrebbe generare maggiore confusione è la convinzione che il 5 novembre tutti i canali spagnoli abbandoneranno il DVB-T.

Non sarà così.

Il nuovo Piano Tecnico Nazionale suddivide l'evoluzione tecnologica in due fasi principali.

Fase 1: RGE2 come primo multiplex DVB-T2

Si tratta della fase che inizia nel novembre 2026.

La piattaforma RGE2 adotta lo standard DVB-T2 e i suoi canali iniziano a trasmettere in UHD. Il resto della piattaforma mantiene una configurazione transitoria durante questo periodo, consentendo la prosecuzione delle trasmissioni HD e garantendo che i ricevitori attuali possano continuare ad accedere ai relativi servizi.

Fase 2: DVB-T2 per tutti i dispositivi DTT

La seconda fase sarà molto più ambiziosa: il DVB-T2 verrà implementato in tutti i multiplex della televisione digitale terrestre, sia statali che regionali.

Una volta completati i lavori, tutti i multiplex utilizzeranno il DVB-T2 e verrà riservata della capacità per consentire a tutti i canali di evolversi in UHD.

Ma questa seconda transizione non ha ancora una data precisa.

Il governo dovrà stabilirlo tramite un provvedimento successivo.

Quando arriverà la Fase 2?

Il Piano Tecnico Nazionale introduce due indicatori particolarmente importanti prima di attuare la migrazione su larga scala.

A titolo di riferimento, il grado di adattamento del parco ricevente dovrebbe raggiungere almeno:

Compatibilità al 95% con DVB-T2.

Compatibilità UHD al 90%.

Tuttavia, il regolamento consente di anticipare o posticipare la decisione a seconda di fattori quali l'evoluzione tecnologica, i mezzi di produzione audiovisiva e le iniziative nazionali ed europee.

Ciò spiega la strategia adottata: introdurre inizialmente il DVB-T2 in un singolo multiplex consente di accelerare il naturale rinnovo del parco televisori e ricevitori prima di procedere a una migrazione completa.

Come verificare se un televisore è pronto

Prima del 5 novembre, si consiglia di verificare le specifiche tecniche del televisore o del ricevitore esterno.

Non basta trovare la parola "4K" nella documentazione. È necessario verificare specificamente la compatibilità con:

* DVB-T2 sul sintonizzatore terrestre.
* HEVC o H.265 per la decodifica video.
* UHD/2160p per la risoluzione.

Il Piano Tecnico Nazionale stesso impone ai produttori di fornire informazioni sulle capacità dei ricevitori, distinguendo, tra le altre caratteristiche, la ricezione HD tramite DVB-T/H.264 e la ricezione UHD tramite DVB-T2/H.265-HEVC.

Se il tuo televisore ha uno schermo 4K ma non supporta DVB-T2 o HEVC, non è tecnicamente necessario sostituire l'intero apparecchio. Puoi utilizzare un ricevitore digitale terrestre DVB-T2/HEVC esterno compatibile con UHD, solitamente collegato tramite HDMI.

Che fine fanno le strutture per l'estensione della copertura assicurativa?

La risoluzione introduce inoltre uno specifico requisito tecnico per le stazioni appartenenti a iniziative pubbliche per l'estensione della copertura RGE2.

Dalle ore 08:00 del 5 novembre, tutte le stazioni attive corrispondenti dovranno costituire una **rete a frequenza unica (SFN)** in conformità al Piano Tecnico Nazionale, trasmettendo tramite DVB-T2 e con trasmissioni UHD.

Le emittenti che non soddisfano queste condizioni devono interrompere la trasmissione di RGE2.

Questo aspetto è particolarmente rilevante nelle aree o nei territori rurali dove la copertura è integrata da centri di estensione promossi dalle amministrazioni pubbliche.

UHD non significa necessariamente che tutti i contenuti siano in 4K nativo

C'è un altro dettaglio tecnico importante.

Il fatto che un canale venga distribuito in UHD non significa che tutti i suoi programmi siano stati originariamente prodotti in UHD.

Il Regio Decreto autorizza espressamente i canali UHD a trasmettere programmi che non soddisfano le specifiche UHD qualora il contenuto originale non sia stato prodotto in Ultra Alta Definizione.

Pertanto, durante questa fase, è prevedibile che le produzioni native in 4K coesisteranno con contenuti HD convertiti alla risoluzione di trasmissione UHD.

La differenza sarà particolarmente evidente quando l'intera catena – acquisizione, produzione, montaggio, contributo, codifica e distribuzione – sarà in UHD nativo.

DVB-T2 + HEVC: molto più di un semplice aggiornamento della risoluzione

Il cambiamento ha conseguenze che vanno ben oltre il noto termine commerciale "4K".

Questo salto tecnologico permette al DTT di essere pronto per immagini a 2160 linee, HDR, spazi colore più ampi, frequenze di immagine più elevate e sistemi audio avanzati.

Ma soprattutto, aumenta l'efficienza di una piattaforma che dispone di una quantità limitata di spettro.

In seguito al rilascio della banda a 700 MHz per i servizi di telefonia mobile, la televisione terrestre spagnola opera tra 470 e 694 MHz. Per ottenere una maggiore capacità all'interno della stessa gamma di frequenze è necessaria una maggiore efficienza sia nella modulazione che nella compressione.

È qui che risiede l'importanza strategica di DVB-T2 e HEVC.

Una transizione paragonabile al passaggio dalla definizione standard (SD) all'alta definizione (HD)

La Spagna ha completato la dismissione delle trasmissioni televisive digitali terrestri a definizione standard (DTT) nel febbraio 2024. Il passo successivo, logico, è quello di incrementare gradualmente la presenza dell'UHD e modernizzare il sistema di trasmissione.

Ma c'è una differenza importante.

La transizione prevista per il 2026 inizierà gradualmente.

Il 5 novembre non ci sarà uno spegnimento generale del DVB-T. Verrà implementata una prima fase in cui RGE2 fungerà da piattaforma DVB-T2/UHD, mentre il resto della rete DTT manterrà temporaneamente la necessaria compatibilità con la base installata esistente.

La vera trasformazione strutturale avverrà con la futura Fase 2, quando il DVB-T2 verrà esteso a tutti i multiplex digitali.

Cosa dovrebbero fare utenti, comunità e installatori?

Per gli utenti domestici, il primo controllo dovrebbe concentrarsi sul televisore: verificare che supporti DVB-T2, HEVC/H.265 e UHD. Dopo la transizione, potrebbe essere consigliabile risintonizzare il decoder se i nuovi servizi non vengono visualizzati correttamente.

Nelle abitazioni private dotate di un impianto UHF in buone condizioni, la modifica non implica di per sé la sostituzione dell'antenna.

Negli impianti collettivi, soprattutto quelli con apparecchiature di testa programmabili o configurazioni più datate, è consigliabile rivedere la distribuzione dei multiplex e verificare i livelli e la qualità del segnale.

Per gli installatori di telecomunicazioni, ottobre e novembre saranno mesi particolarmente importanti: dovranno distinguere correttamente tra problemi di sintonizzazione, incompatibilità dei ricevitori e possibili anomalie nelle installazioni collettive.

Conclusione

Il 5 novembre 2026 sarà una data chiave per la televisione digitale terrestre in Spagna.

RGE2 diventerà il primo grande multiplex statale di questa nuova era, combinando DVB-T2 come sistema di trasmissione, HEVC/H.265 come codec video e UHD come formato di trasmissione.

La migrazione è progettata per essere attuata in fasi. RGE2 arriverà per primo; in seguito, quando le condizioni tecniche e il tasso di diffusione dei ricevitori compatibili lo consentiranno, arriverà la Fase 2 e il DVB-T2 verrà esteso al resto della piattaforma.

Per il settore delle telecomunicazioni, non si tratta semplicemente dell'arrivo di un maggior numero di canali "4K". È il primo passo di una completa riprogettazione dell'architettura tecnica della televisione digitale terrestre spagnola (DTT).

Fonti ufficiali

Il principale riferimento normativo è il Regio Decreto 250/2025, del 25 marzo, che approva il nuovo Piano Tecnico Nazionale per la Televisione Digitale Terrestre.

Il calendario specifico per novembre 2026 è stabilito dalla Risoluzione del 23 luglio 2026 della Segreteria di Stato per le Telecomunicazioni e le Infrastrutture Digitali, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 31 luglio 2026.