Petra de Sutter, Vice Primo Ministro belga e Ministra delle Imprese Pubbliche, della Pubblica Amministrazione, delle Poste e delle Telecomunicazioni: "In Europa, la diffusione della fibra ottica e del 5G potrebbe essere molto più semplice e meno burocratica. Stiamo affrontando questo onere amministrativo attraverso il cosiddetto Gigabit Infrastructure Act. Abbiamo già raggiunto un accordo preliminare con il Parlamento europeo. Ciò consentirebbe ai cittadini europei di navigare più velocemente utilizzando la fibra ottica o il 5G."

Mathieu Michel, Segretario di Stato belga per la digitalizzazione, la semplificazione amministrativa, la tutela della privacy e la regolamentazione delle costruzioni: "Con la conclusione del dialogo tripartito, il Belgio dimostra il suo fermo impegno a garantire un accesso a Internet veloce e ottimale per tutti. Unificando la rete a livello nazionale, stiamo costruendo ponti verso un ecosistema europeo più ampio, dimostrando il nostro interesse per l'armonizzazione a livello europeo. Questa iniziativa non solo promuoverà una connettività veloce per i nostri cittadini, ma anche economie di scala per gli operatori e le aziende coinvolte."

Obiettivi principali della nuova legislazione

La nuova legge mira a ridurre i costi eccessivamente elevati per la realizzazione di infrastrutture di comunicazione elettronica, causati in parte dalle procedure di autorizzazione necessarie prima della creazione o dell'aggiornamento delle reti. Tali procedure rimangono complesse, a volte lunghe e variano da Stato membro a Stato membro.

Il regolamento mira inoltre ad accelerare la diffusione della rete, a garantire certezza giuridica e trasparenza per tutti gli attori economici coinvolti e a prevedere processi di pianificazione e implementazione più efficienti per gli operatori delle reti pubbliche di comunicazioni elettroniche.

Questa legge di armonizzazione minima disciplina anche la realizzazione e l'accesso alle infrastrutture fisiche interne. Si prevede che agevolerà le applicazioni transfrontaliere e consentirà alle parti interessate – operatori di telecomunicazioni elettroniche, produttori di apparecchiature e imprese di ingegneria civile – di conseguire maggiori economie di scala.


Gli emendamenti dei colegislatori

L'accordo provvisorio mantiene l'orientamento generale della proposta della Commissione. Tuttavia, i colegislatori hanno modificato alcune parti della proposta, principalmente per quanto riguarda i seguenti aspetti:

È stato introdotto un meccanismo di conciliazione obbligatorio tra enti del settore pubblico e operatori di telecomunicazioni come fase intermedia per agevolare il processo di autorizzazione.
È stata prevista un'eccezione per un periodo transitorio per i comuni più piccoli, unitamente a disposizioni specifiche per promuovere la connettività nelle aree rurali e remote.
Sono stati chiariti i fattori utilizzati per calcolare condizioni di accesso eque e ragionevoli.
È stata introdotta una disposizione specifica per affrontare la presenza di intermediari tra proprietari terrieri e gestori di infrastrutture.
Sono state concordate disposizioni specifiche in merito a un'etichetta volontaria "fiber-ready" per gli edifici.
Il testo include diverse eccezioni per le infrastrutture critiche nazionali.

Infine, dato che l'attuale prezzo al dettaglio delle comunicazioni regolamentate all'interno dell'UE scadrà il 14 maggio 2024, l'accordo provvisorio prevede la continua tutela dei consumatori, in particolare degli utenti vulnerabili, estendendo i limiti di prezzo, che attualmente ammontano a 0,19 euro al minuto per le chiamate e 0,06 euro per gli SMS.

L'accordo provvisorio garantisce in linea generale agli Stati membri un'ampia autonomia nell'emanare norme più rigorose e dettagliate su diversi elementi importanti di questo nuovo regolamento. La nuova legge entrerà in vigore 18 mesi dopo la sua entrata in vigore e alcune disposizioni specifiche saranno attuate in una fase successiva.


Prossimi passi

A seguito dell'accordo provvisorio, proseguiranno i lavori tecnici degli esperti di entrambe le istituzioni al fine di presentare un testo di compromesso ai colegislatori per la loro approvazione. La Presidenza belga del Consiglio intende presentare il testo ai rappresentanti degli Stati membri (Coreper) per la loro approvazione il prima possibile. Dopo l'approvazione, il progetto di atto legislativo sarà sottoposto a una revisione giuridica e linguistica prima di essere formalmente adottato da entrambe le istituzioni, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed entrare in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione.
Informazioni di base

La Direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga (BCRD, 2014/61/UE), attualmente in vigore, mirava a facilitare la diffusione delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità riducendo i costi di implementazione attraverso una serie di misure armonizzate. Gli obiettivi digitali su cui si basava la BCRD sono stati raggiunti o sono diventati obsoleti dal 2014. Ad esempio, sebbene la percentuale di famiglie europee con accesso a una rete internet a 30 Mbps sia aumentata dal 58,1% nel 2013 al 90,1% nel 2021, questa velocità non è più a prova di futuro, data la crescente necessità per le imprese e i cittadini di accedere a reti con capacità molto maggiori.

Oltre ai progressi compiuti nelle tecnologie digitali dal 2014, altri fattori hanno reso necessaria la revisione da parte della Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD). I bassi rendimenti del capitale e gli elevati costi di investimento prevalenti nel settore delle telecomunicazioni hanno iniziato a ostacolare il raggiungimento degli obiettivi digitali per il 2030 stabiliti dal programma politico del Decennio Digitale. La Commissione stima che il divario di investimenti tra il livello attuale e quello necessario per raggiungere tali obiettivi di connettività sia di circa 65 miliardi di euro all'anno.

Il 23 febbraio 2023, la Commissione ha presentato una proposta di misure per ridurre i costi di realizzazione delle reti di comunicazioni elettroniche gigabit e per abrogare la direttiva 2014/61/UE (Gigabit Infrastructure Act). Il 3 giugno 2023, il Consiglio delle telecomunicazioni ha preso atto di una relazione sullo stato di avanzamento dei lavori e il 5 dicembre 2023 ha adottato un orientamento generale in materia.