L'Associazione Nazionale degli Operatori Locali di Telecomunicazioni (Aotec) ha unito le forze con l'azienda Neutroon e la Fondazione I2Cat nella sua proposta di creare un operatore 5G neutrale per promuovere la diffusione di questa nuova tecnologia nelle aree rurali, garantendone al contempo l'arrivo simultaneo nelle grandi città.
Il documento risponde al bando pubblico di manifestazione d'interesse indetto dalla Segreteria di Stato per le Telecomunicazioni e le Infrastrutture Digitali in merito al 5G. Le comunità autonome di Valencia, Murcia, Estremadura e Castiglia-La Mancia hanno presentato lettere di supporto alla proposta di Aotec. Questa proposta si concentra sui comuni con meno di 20.000 abitanti, per un totale di 7.706 località in Spagna, che risultano meno attraenti economicamente per i grandi operatori in termini di investimenti nella nuova tecnologia.
L'operatore neutrale sarà responsabile della creazione di tutta l'infrastruttura di rete nel comune: dalle torri, alle stazioni base, alle macrocelle e microcelle, fino ai cavi in fibra ottica di interconnessione, alle infrastrutture di edge computing e altro ancora. Per garantire l'accesso agli operatori di telefonia mobile, verranno create tante reti virtuali quante sono le aziende che si interconnettono per offrire i propri servizi nell'area.
L'operatore locale agirà come operatore neutrale, sebbene l'iniziativa sarà aperta anche ad altri enti pubblici e privati. Il progetto si basa su attività di ricerca e sviluppo, in particolare sullo sviluppo di un'unica interfaccia che consenta agli operatori di telefonia mobile l'accesso e l'interoperabilità con le reti locali 5G multi-operatore implementate, garantendo così l'omogeneità del sistema. Con questo obiettivo, la proposta gode del supporto del centro I2Cat e dell'azienda Neutroon.
Aotec
propone due opzioni: un operatore neutrale senza frequenze proprie o con frequenze proprie, tramite assegnazione dello spettro o accordo di condivisione.
Se non dispone di frequenze proprie, fornirebbe un servizio all'ingrosso nella sua area locale, aprendo la sua rete ad altri operatori. Viceversa, se il governo opta per la condivisione o l'assegnazione delle frequenze nelle aree scarsamente popolate, l'operatore neutrale che implementa la rete potrebbe fornire sia l'accesso all'ingrosso che al dettaglio.
A questo proposito, Aotec sottolinea che Germania, Svezia, Francia, Paesi Bassi e persino il Regno Unito stanno assegnando frequenze per licenze locali o regionali, mentre paesi come Stati Uniti e Giappone stanno analizzando le gamme di spettro da dedicare alle reti locali.
La proposta presentata al Governo sostiene che lo sviluppo di un operatore neutrale "garantisce una crescita economica omogenea in tutto il paese", assicurando che il 5G raggiunga simultaneamente grandi città e piccoli centri, connettendo così il territorio. Ciò eliminerebbe il divario digitale e aprirebbe nuove opportunità di sviluppo. La nuova tecnologia costituirà la base per la creazione di posti di lavoro nelle aree meno popolate, applicando il potenziale del 5G all'allevamento, all'agricoltura e all'industria.
Uso obbligatorio
: Aotec ritiene essenziale per la realizzazione di questo progetto che il Governo stabilisca l'obbligo per gli operatori titolari di spettro di utilizzare le reti pubbliche locali multi-operatore implementate nei comuni con meno di 20.000 abitanti. Una condizione che deve essere inclusa nei documenti di gara e nel bando di gara per l'asta dello spettro a 700 MHz, tuttora in corso.
Nello specifico, Aotec sostiene che gli aiuti dovrebbero essere concentrati esclusivamente sui comuni con meno di 5.000 abitanti, dove verrebbero investiti 4,23 miliardi di euro tra il 2021 e il 2023. Questi incentivi sarebbero erogati tramite sussidi diretti e ponderati in base al numero di abitanti e alla distribuzione degli alloggi all'interno del comune.
Inoltre, Aotec auspica una gestione decentrata degli aiuti a livello regionale per garantire una maggiore efficienza, dato che le regioni sono nella posizione migliore per comprendere le reali esigenze dei propri territori.
Per quanto riguarda la fascia di popolazione compresa tra 5.000 e 20.000 abitanti, la proposta ritiene che in queste località sarebbero fattibili progetti privati senza sostegno pubblico, "con alcune eccezioni". Al contrario, l'obbligo di utilizzare reti locali 5G multi-operatore dovrebbe applicarsi a tutti i comuni con meno di 20.000 abitanti.